I’m not there – Io non sono qui

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IL MISTERO SU BOB DYLAN

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Che dire…fare un film su BOB DYLAN è un’impresa assai ardua e misteriosa, anche perchè il personaggio, in sè per sè è già un arcano mistero. Solamente per questo motivo è stato inserirto nella “Cineteca dei Misteri”. Il film purtroppo pecca di sceneggiatura e di storia, addirittura viene catalogato come genere biografico (o meglio, per un anno ci hanno fatto tribolare dicendo che era la sua biografia, poi hanno corretto il tiro dicendo che è una interpretazione rivisitata, e a tutt’oggi neanche loro lo sanno. Risultato: una confusione disarmante con il naturale convincimento di molti che quella roba sia la sua vita. Per non parlare della traduzione italiana dal titolo alquanto stonato “Io non sono qui” che, a mio avviso, sarebbe stato più corretto dire “Non ci sono” o “Non sono lì” la sua vera traduzione letterale. In seguito poi, come se non bastasse, è uscito questo ardito sottotitolo: I’m Not There: Suppositions on a Film Concerning Dylan, creando ulteriore sconcerto e disorientamento. Eppure bob dylan lo conosco bene!… con i miei 50 e passa libri biografici ben catalogati! Nell’insieme questo film ha poco di mistico e non rievoca certo i mitici anni ’60 (faccio fatica pur essendo una dylaniana visionaria.) Il risultato è una cozzaglia di riferimenti anacronistici impressionanti, non nella scelta per quanto azzeccata e innovativa dei sei personaggi, ma nelle singole storie che ho dei logici dubbi. Presupponiamo che un film deve innanzi tutto trasmettere qualcosa, beh qui siamo proprio nel delirio più completo, per non parlare poi della millantata critica fatta da dylaniani elogiati e non, che si credono tali. Morale della storia: i fan avrebbero voluto una vera biografia che gli toccasse di più i cuori e gli altri purtroppo non ci hanno capito proprio niente. Dunque non è nè un film per i fans (e sfatiamo il convincimento che a noi è piaciuto, che non è così!) e nemmeno per chi non lo è. E allora per chi è stato fatto questo film? …per Todd che ne è il solo convinto?….o per Bob, che è d’accordo solo nel titolo? (che abbia poi deciso lui il titolo?) Mi dissocio pienamente da chi vuol far passare questo film pseudo-d’essai come prodotto di nicchia per dylaniani. Tuttavia, nostro malgrado abbiamo solo in essere questa specie di fantafilm dylaniato e aspettiamo con doveroso rispetto la vera ed unica biografia degna del grande mito di Bob Dylan.

(Barbara Borghetti)

Cosa salviamo dunque di questo Film?

La colonna sonora e l’interpretazione di Cate Blanchett

Il regista, Todd Haynes, racconta:
E con Dylan com’è andata? E’ stato facile avere la sua approvazione sul progetto?
E’ stato davvero difficile! Dylan non ha mai supportato nessun progetto su di lui. E’ stato solo dopo aver letto la sceneggiatura che mi ha detto sì e ha concesso tutti i diritti…

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DECISAMENTE MOLTO PIU’ EMOZIONANTE DEL FILM. Wow!

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

….E ADESSO UN SIMPATICO OMAGGIO

DAI MUPPET SHOW A BOB DYLAN

 

una simpatica satira:il tizio imita bob dylan dallo storico video

Subterranean Homesick Blues

 

SCHEDA TECNICA DEL FILM

Anno  2007
Titolo Originale I’m Not There
Altri titoli     I’m Not There: Suppositions on a Film Concerning Dylan
Durata     135
Origine USA
Colore     C
Genere     PSEUDO-BIOGRAFICO, MUSICALE
Produzione     JOHN GOLDWYN, CHRISTINE VACHON PER KILLER FILMS, JOHN WELLS PRODUCTIONS, JOHN GOLDWYN PRODUCTIONS, ENDGAME ENTERTAINMENT, FILM & ENTERTAINMENT VIP MEDIENFONDS 4, WELLS PRODUCTIONS
Distribuzione     BIM
Data uscita     07-09-2007
Regia
Todd  Haynes     
Attori
Christian  Bale     Bob Dylan/John/Jack
Cate  Blanchett     Bob Dylan/Jude
Marcus Carl  Franklin     Bob Dylan/Woody
Richard  Gere     Bob Dylan/Billy
Heath  Ledger     Bob Dylan
Ben  Whishaw     Bob Dylan/Arthur
Julianne  Moore     Alice
Michelle  Williams     Coco Rivington
David  Cross     Allen Ginsberg
Charlotte  Gainsbourg     Claire
Kim  Roberts     Sig.ra Arvin
Kristen  Hager     Mona
Benz  Antoine     Bobby Seale/Rabbit Brown
Mark  Camacho     Norman
Joe  Cobden     Sonny
Yolonda  Ross     Angela
Garth  Gilker     Woody Guthrie
Fanny  La Croix     Alice/Attrice
Dennis  St John     Capitano Henry
Sceneggiatura
Todd  Haynes     
Oren  Moverman     
Fotografia
Edward  Lachman     
Musiche
Jim  Dunbar     
Randall  Poster     
Canzoni di Bob Dylan.      
Montaggio
Jay  Rabinowitz     
Scenografia
Judy  Becker     
Costumi
John A.  Dunn     
Effetti
Louis  Morin     

Trama:
I’m not There (Io non sono qui), titolo della pellicola “ispirata alle molte vite di Bob Dylan” (come da premessa iniziale nel film) e firmata da Todd Haynes (Velvet Goldmine, Superstar), è anche il titolo di un brano inedito, registrato a Woodstock dallo stesso Dylan con The Band nel 1967 nelle session per “The Basement Tapes”. Pare però che Bob, nello stesso periodo, fosse convalescente in seguito ad un incidente motociclistico… Il brano fu poi omesso dalla scaletta definitiva dell’opera, per esser riesumato solo anni dopo in “The Basement Tapes Sessions”, che include tutte le incisioni originali. Una canzone che è solo leggenda? Basta questo piccolo aneddoto per capire che non si è di fronte al solito biopic, piuttosto ad una serie di storie intrecciate ad arte, filmate con uno stile sempre differente e adeguato al personaggio (sei attori per sei Bob Dylan, tra cui spicca “l’incarnazione” del lato tormentato di Dylan operata da Cate Blanchett) e legate tra loro da una colonna sonora coerente. Il film si apre con l’irrequieto “Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again” e prosegue in ordine più o meno cronologico, con grandi hit del “menestrello” (come “All Along The Watchtower” o “Visions of Johanna”) alternate a canzoni meno note e talvolta sconosciute (come la canzone che dà il titolo al film, “I’m not There”), tutte chiamate ad assolvere una funzione narrativa. Si chiude con il successo di Dylan più rappresentativo, “Like a Rolling Stone”. Tutto ciò che si ascolta nel film è un misto di registrazioni originali e cover, interpretate da artisti contemporanei.

 

 

IL TRAILER

 

IL TRAILER ORIGINALE

Bob Dylan e il segreto della sua ispirazione

Pubblicato da DanieleS in Cantautori, News Musica.
Sabato, 11 Ottobre 2008.

Qual è il segreto che ne ha fatto, probabilmente, il più grande e importante cantautore di sempre? Cosa ha consentito a Bob Dylan, tranne alcuni (comprensibili) passaggi a vuoto, di mantenere sempre viva la sua ispirazione e di partorire ancora oggi album di altissima qualità?
Sembra incredibile, ma a sentire lui stesso ciò che lo ha influenzato di più per la scrittura dei testi e la scelta dei titoli sarebbe “A Red, Red Rose“, una canzone di fine Settecento ripresa in forma di ballata dal poeta nazionale scozzese Robert Burns, che a sua volta si era ispirato a una melodia ascoltata da giovane in campagna.

Il signor Zimmerman (vero nome di Bob Dylan) lo ha rivelato nell’ambito della campagna “My inspiration” della catena britannica di negozi di dischi HMV, quando gli è stato chiesto di citare il testo o la poesia che avesse avuto più effetto sulla sua vita. Potere della poesia: una sola di tanti anni fa ha ispirato così tanti capolavori dei giorni nostri. Ve la proponiamo:

O my luve is like a red, red rose
That’s newly sprung in June;
O my luve’s like the melodie
That’s sweetly played in tune.
As fair art thou, my bonny lass,
So deep in luve am I;
And I will luve thee still, my dear,
Till a’ the seas gang dry.
Till a’ the seas gang dry, my dear,
And the rocks melt wi’ the sun;
I will luve thee still, my dear,
While the sands o’ life shall run.
And fare thee weel, my only love,
And fare thee weel, awhile!
And I will come again, my love
Tho’ it were ten thousand mile.
I’m not there – Io non sono quiultima modifica: 2008-12-02T02:45:00+01:00da dyladan
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